Il gibberish (o grammelot, se vogliamo dargli un tocco più teatrale) è un linguaggio magico. Non ha parole, eppure comunica tutto: emozioni, idee, ritmi. È pura espressività, fatta di suoni, tonalità e gesti. Io l’ho scoperto grazie ad una generosa formazione sul Gioco di Lucia Berdini, da allora, non ho più smesso di usarlo e di farlo provare nelle mie formazioni.
Le sue origini? In Italia risalgono alla Commedia dell’Arte, quando gli attori lo utilizzavano per evocare lingue sconosciute, rappresentare personaggi esotici o lanciare frecciatine a certe dinamiche sociali senza bisogno di parole comprensibili. Qualche secolo più tardi, Dario Fo ha portato il grammelot a un livello straordinario nel suo Mistero Buffo (1969), raccontando storie medievali attraverso suoni mescolati, onomatopee e gesti che trasportavano chiunque, ovunque, a prescindere dalla lingua.
E oggi? Oggi il gibberish è una risorsa incredibile per liberare la creatività, rompere schemi e… ridere, tanto! Perché questa tecnica non è solo un esercizio teatrale, ma uno strumento potente per la formazione e la crescita personale, soprattutto nel public speaking, nella creatività e nel teambuilding.
Gibberish e Public Speaking
Per chi teme di parlare in pubblico, il gibberish è una vera palestra di improvvisazione e gestione della vergogna e dell’imbarazzo. Eliminando il peso delle parole (ma aggiungendo l’elemento “imbarazzo”), aiuta a concentrarsi su alcuni elementi essenziali della Comunicazione: il tono, l’intenzione, il linguaggio del corpo. Insegna a trasmettere emozioni in modo autentico e a connettersi con il pubblico attraverso energia e presenza. Il risultato? Maggiore sicurezza e capacità di improvvisare anche in situazioni complesse. Io amo usarlo abbinato ai Colori della Voce, per lavorare sulle sfumature colorate della nostra comunicazione, divertendoci!
Gibberish e Creatività
La creatività spesso si scontra con un nemico invisibile: il perfezionismo. Il gibberish, con i suoi suoni privi di senso, scavalca la logica, libera dalla paura del giudizio e stimola il pensiero laterale, quello che porta idee nuove e soluzioni fuori dagli schemi. È un invito a giocare, sperimentare e lasciarsi andare, senza preoccuparsi di “fare bene”. Ed è proprio in questa libertà che nascono intuizioni brillanti.
Gibberish e Teambuilding
Nel lavoro di gruppo, il gibberish diventa uno strumento per abbattere le barriere. Quando parliamo in gibberish, ci mettiamo tutti sullo stesso piano: non ci sono esperti o principianti, solo suoni, gesti e risate. Questo crea un’atmosfera di leggerezza, abbatte il giudizio reciproco e favorisce una connessione autentica tra i partecipanti. Ridere insieme in gibberish è uno dei modi più rapidi per abbassare le barriere, creare fiducia e stimolare una collaborazione genuina.
Perché equivale ai miei carboni ardenti?
Se pensi che sia facile, ripensaci: per alcuni il gibberish è una sfida difficilissima, percepita come quasi impossibile perché provoca vergogna, imbarazzo, auto giudizio, per altri è il linguaggio più naturale del mondo. Prova a parlare in gibberish a un bimbo, vedrai i suoi occhi sgranarsi e un sorriso gigante illuminargli il volto. Perché? Finalmente hai capito come parlare la sua lingua!
Qual è il tuo gibberish?
Qui sotto trovi un video di Dario Fo per lasciarti ispirare. Ma il bello del gibberish è che ognuno ha il suo. C’è chi suona tedesco, slavo, spagnolo, giapponese, animalesco o robotico! Scoprire il tuo e quello dei tuoi colleghi può essere un’esperienza divertente e sorprendente. È un modo per uscire dalla zona di comfort, liberare la creatività e, perché no, riderci sopra insieme!